Thursday 28 December 2006

I FILM/1 ORLANDO


Ieri sera dovevo pur far qualcosa. Certo, avendo la febbre le mie possibilità erano limitate. Per evitare che mi pugnalassi con la forchetta di plastica che avevo sulla mia scrivania, ho deciso di guardare questo film.
Premetto, per chi pensasse al solito "film", si sbaglia. Premiato a Cannes nel 1992, è indubbiamente qualcosa, come dire, di "diverso". Proprio come il/la protagonista. Non ha niente né di reale né di logico. E' semplicemente un'allegoria: l'allegoria della storia letteraria inglese dal cinquecento ai giorni nostri.
Premettiamo: è tratto da un romanzo di Virginia Woolf. Tutti forse sanno che la Woolf non era del tutto a posto dal punto di vista del sistema "centrale". Si è infatti suicidata nel 1942 annegandosi in un fiume e sentiva gli uccellini cantare in greco. Ad ogni modo è una dei massimi esponenti del Modernismo inglese e leggere i suoi romanzi è come sentire il melodioso suono di un violino Stradivari. Per chi ama certi romanzi, ovvio.
Ma passiamo al film: inizia alla fine del Cinquecento. Orlando è un giovane rampollo di una nobile famiglia inglese che entra nelle grazie della Regina Elisabetta (che è interpretata da un uomo: che sia una specie di messaggio subliminale che ci dice che, forse, Eliza si chiamava in realtà William?). Vabbè, la vecchia tira le cuoia e lui passa attraverso il Seicento, guarda caso senza invecchiare né morire. Il che già viola le leggi fisiche e naturali. Va ad Istambul come ambasciatore, li scoppia una rivolta, lui dorme per una settimana e si risveglia donna. Proprio così: è una donna. E nel film la si vede benissimo. E quando dico benissimo, intendo che si vede proprio "tutto" ;-)
Torna in Inghilterra, ormai siamo nel Settecento, si indigna per come le donne vengono trattate, rischia di perdere la tenuta dove vive, ecc...
Ottocento. Incontra un uomo di cui si innamora che ha un nome che va fuori da ogni logica onomastica: Marmaduke Bonthroph Shelmerdine, Equire. Insomma, ha una notte infuocata con questo qui, questo se ne va, e così via.
Novecento. La vediamo incinta che scappa dalla guerra. Incinta di chi, poi, non si sa.
Giorni nostri. Ora ha una figlia che le assomiglia e riesce finalmente a pubblicare "La quercia", poema iniziato nel Cinquecento e che si è trascinata dietro tutti questi secoli.
Conclusione: è un film molto bello e poetico, impegnato. Non essendo un film d'azione, ed essendo un'allegoria, non tutti potrebbero apprezzarlo. Interessante il gioco di travestimenti e cambi di sesso, che indubbiamente hanno lo scopo di sottolineare l'universalità della letteratura. Orlando rappresenta l'Inghilterra, ma la Woolf si è ispirata a Vita Sackville-West, sua amante. Ebbene si, lei era anche dell'altra sponda.
Un saluto
Ed una domanda: chi ha paura di Virginia Woolf? :-D

1 comment:

L'ingeggnere said...

Se Orlando come donna è gnocca, quasi quasi lo guardo anche io questo film!
Una domanda: ma da donna Orlando si chiama Orlanda? :-D