Sunday 17 September 2006

NANOPATOLOGIE: MORIRE A NORMA DI LEGGE

Non sono la prima che parla di queste misteriose nanopatologie. Indegnamente, non essendo una specialista. Spero anche di non essere l’ultima. Perché se così fosse, allora vuol dire che l’umanità ha proprio i giorni contati. A volte non so se è un bene o un male.

Non sto a illustrare cosa sono le nanopatologie né tanto meno le microparticelle. Non sono un chimico organico né un ricercatore. Non sarei in grado di usare le parole adatte. Posso solo dire che queste microparticelle sono sempre esistite, sono in natura. Sono di materiale inorganico (ferro, zinco, ceramica, ecc.) e che quindi non possono essere smaltite dal nostro organismo, perché non biocompatibili. Di conseguenza queste microparticelle si depositano solitamente negli organi bersaglio (fegato, reni, colon, ecc.). Questi che fanno in questi organi? Niente. Rimangono esattamente dove sono. Per anni. Aggiungendosi ad altre microparticelle. E se l’organismo non le smaltisce, perché non biodegradabili, ci sono pericoli per la salute? Si. E che cosa provocano? Un infiammazione generica, che a volte sfocia nel cancro. Sono pazza? Dico cazzate? Sono solo una tritacazzi rimbecillita che non sa quel che dice? Andate su questo sito: www.nanodiagnostics.it. Li si trova tutto sulle microparticelle. Soprattutto su quelle più pericolose. Avete mai sentito parlare di inceneritori? Il vanto del nord, noi che al nord inceneriamo i rifiuti invece di fare come al sud, che li lasciano marcire per strada? Vanto? Che bel vanto! Proprio dagli inceneritori che escono le microparticelle più pericolose!

Due studiosi italiani, forse i più illustri, Dott. Montanari e Dot.ssa Gatti, hanno fatto questa importante scoperta. Gli hanno messi a tacere. Li hanno privati del loro strumento di lavoro, un microscopio elettronico a scansione ambientale. Questo strumento importantissimo ha un costo molto elevato: circa 350.000 euro. Beppe Grillo ha iniziato a febbraio una campagna di raccolta fondi per ricomprare a questi studiosi il loro strumento di lavoro. In sette mesi hanno raccolto poco meno della metà della cifra necessaria. Andate sul sito di Beppe Grillo, sotto la voce “la ricerca imbavagliata”. Troverete il link per l’associazione “Carlo Bortolani” Onlus, che fa la raccolta fondi per il microscopio. Sempre sul sito di Beppe Grillo si trovano gli estremi del conto corrente. Si può pagare tramite PayPal. Basta poco, che c’è vò”, dice sempre Giobbe Covatta. Anche poco, può aiutare una ricerca importante. Preferite le tettine rifatte, le fichette e i culetti delle veline? Va bene, fatevi risentire fra una ventina d’anni, quando magari vi troverete malati di un cancro incurabile e non saprete come mai! Chissà che non vi ricordiate di questo post…

P.S.
andate anche a dare un’occhiata a questo video: http://video.google.com/videoplay?docid=7395495186822276391&q=nanopatologie&pr=goog-sl Dura circa un’ora è mezza. Vi garantisco che non sarà un’ora persa. Sempre che, come ho detto prima, non preferite anteporre le tettine, i culetti e le fichette alla vostra conoscenza personale…
P.P.S. Sempre a titolo informativo, l'immagine nella foto è una microparticella di ferro

3 comments:

L'ingeggnere said...

Ooops, credo di aver ingoiato per sbaglio qualche miliardo di microparticelle con tutte I daygum che ho masticato. Ne ho anche ingoiati un paio: credi che avrò grane?
Cavolo, la cosa comincia a farmi cagare in mano!

Francis [il mulo parlante] said...

ecco, defecazio incontrollabilis è uno dei sintomi tipici dell'ingestione di microparticelle :-P

L'ingeggnere said...

Cavolo, mi sono cagato veramente in mano! :-P